Stampare sul giusto supporto rigido è determinante in termini di risultato. Per questo è bene avere un’idea chiara sui materiali da utilizzare. Vi sono molteplici soluzioni sotto questo punto di vista:
Forex (Vekaplan)

Supporto rigido costituito di PVC espanso o semi-espanso, lo spessore può variare da 1 mm in su a seconda delle esigenze. Particolarmente adatto per la stampa UV viene impiegato principalmente per pannelli da muro, insegne e decorazioni ma trova il suo utilizzo anche sotto forma di materiale promozionale, grazie alla facilità di lavorazione (stampa e sagomatura) a prezzi contenuti. Resistente alle intemperie e classificato come ignifugo 1 il forex è senza ombra di dubbio uno dei supporti più utilizzati.
Plexiglass (Polimetilmetacrilato o Perspex)

Materia plastica formata da polimeri, con uno spessore che varia dai 2 mm in su garantisce un risultato brillante di forte impatto ed è particolarmente resistente alle intemperie. Più trasparente e resistente del vetro viene utilizzato principalmente per le insegne retroilluminate e per pannelli di grande formato ma grazie alla facilità di modellamento a basse temperatura è usato anche per gli espositori . L’ottima resa di stampa, fa si che negli ultimi anni abbia trovato un largo utilizzo nella decorazione degli interni, come le stampe fotografiche. La sua duttilità comporta una forte sensibilità ai graffi, problematica che può essere ovviata con le opportune protezioni o risolta utilizzando polish specifici.
D-Bond

Il D-Bond è un supporto rigido costituito da due lamine di alluminio all’interno delle quali è racchiuso uno strato di polietilene. Autoestinguente, fonoisolante, resistente agli agenti atmosferici e alle temperature sia alte che basse, è particolarmente adatto per le installazioni di lunga durata, grazie alle speciali vernici con cui è preventivamente trattato. Fresato sul dorso permette una perfetta modellazione tramite piegatura. Tra gli esempi di utilizzo si annoverano insegne, targhe esterne ma anche mensole,scaffali e stand espositivi.


