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Marketing e nostalgia, quanti ricordi!

Il marketing è l’arte del vendere, e ancorare un vecchio e caro ricordo ad un prodotto, è sicuramente un modo efficace di creare nostalgia nell’acquirente, e spingerlo a scegliere un prodotto piuttosto che un altro.

Indipendentemente dalla generazione alla quale appartenete, ci sono degli oggetti, dei film, dei ricordi ai quali siete legati.

La scienza dice che il gusto personale si forma principalmente nei primi 20 anni di vita, e passiamo quindi poi il resto del tempo a modellare e a cercare di emulare quello che ci piace dell’epoca che abbiamo vissuto da giovani.

Ecco perchè usare la nostalgia come strumento di marketing è una tecnica molto efficace, ovviamente sempre che il prodotto da sponsorizzare consenta un’operazione del genere.

La nostalgia di un luogo, un film, un ricordo, un prodotto, può essere usato efficacemente per far leva sulle preferenze delle generazioni di riferimento.

Generazioni a confronto

Non tutte le generazioni hanno le stesse preferenze, fatte eccezioni di alcune compagnie che sono sulla pizza da decenni, come la Disney ad esempio. Chi non ha visto un classico Disney da bambino?

Tolta la fabbrica dei sogni, sono molte le aziende che hanno puntato tutto, o sono addirittura rinate dopo un fallimento solo grazie ad una grossa operazione di nostalgia, e che hanno potuto usufruire di visibilità grazie a questa particolare strategia di marketing. Alcuni esempi virtuosi degli ultimi tempi, le produzioni retrò di vecchie consolle di video game fuori produzione da ormai un paio di decenni, come la Nes Classic Mini della Nintendo, che nel 2016 ha rimesso in produzione una ” copia anastatica” della sua primissima consolle, con ovviamente alcune differenze.

Importante nelle operazioni di marketing nostalgico, è di non esagerare con il passato, il mondo comunque cambia, come cambiano le esigenze, e in un mondo dove in pochi millimetri quadrati si possono stipare parecchi gigabyte di dati non ha più senso creare delle cartucce grandi come un pacchetto di sigarette per un singolo gioco.

 

Ritorno al passato

Altro esempio virtuoso di marketing nostalgico è il noto marchio automobilistico produttore della mitica Delorean, l’auto volante ( nel film ) protagonista dei tre film di ” Ritorno al futuro “, auto che nell’anno di uscita incontrò non pochi problemi tra problemi di progettazione e strategie di produzione, e subì il fallimento dopo appena due anni dalla messa in produzione del primo modello.

Si stima che siano state prodotte non più di 9000 DeLorean modello DMC-12 , tra il 1981 e il 1983, e nonostante il successo del film lo storico marchio di auto non si è mai ripreso, almeno fino a quando un imprenditore ha deciso di puntare tutto proprio su un’operazione nostalgia, ed intercettando tutto l’interesse che negli anni è continuato ad orbitare intorno a queste auto ormai d’epoca.

Proprio quest’anno, nel 2022, sembra stia per uscire un modello della Delorean Motor Company completamente elettrico, facendo il passo avanti rispetto a quello che attualmente fa la compagnia, ovvero restaurare vecchi modelli e renderli adatti alla circolazione.

Adattare e rinnovare

Creare empatia con il prodotto quindi si, ma anche rimanere al passo con i tempi, perchè i clienti come le abitudini, crescono, e rimanere ancorati al passato può risultare controproducente.

Un classico esempio di Marketing nostalgico, è sotto gli occhi di tutti nell’industria cinematografica degli ultimi vent’anni.

Piuttosto che investire in nuove idee e cercare nuovi filoni e personaggi da proporre sul grande schermo, siamo ormai invasi da saghe multigenerazionali che ci fanno per l’appunto avere nostalgia di quei tempi nei quali la seconda trilogia di star wars ci sembrava un’idea un pò stiracchiata, nonostante fosse già stata prevista da George Lucas nella produzione dei primi tre film.

 

Vecchi e stanchi eroi

Il quarto matrix, il quinto indiana jones, e il nono film di spiderman ci fanno capire quanto la nostalgia ed il ricordo della nostra adolescenza e giovinezza sia potente per farci mettere mano al portafogli.

Un prodotto che conosciamo, che ci fa sentire al sicuro, nonostante il rischio dell’effetto ” già visto”, con un poco di sospensione del giudizio ci risulta più appetibile di uno nuovo e ” rischioso”.

Rischiare di andare incontro ad una delusione, ci sembra più doloroso che fingersi ingenui e lasciarsi cullare dai remake, i restyling, i rebranding.

Non stupiamoci quindi di ritrovare vecchi gelati anni 80 nei banchi frigo, di leggere marchi storici come Commodore 64 o Atari negli scaffali dei negozi per pc, o di trovarsi davanti ad un vecchio film con accanto una cifra spropositata per il franchise di un film, a quanto pare in fondo, è quello che vogliamo!

 

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