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Il primo QRcode, viene sviluppato in Giappone nel 1994, da una fabbrica di componenti automobilistiche giapponesi.

Solo un altro codice a barre?

Utilizzato per tracciare le componenti, il QRcode aveva il vantaggio rispetto al vecchio codice a barre, di contenere più informazioni rispetto al suo predecessore, fino a 7089 caratteri numerici, o 4296 alfanumerici.

Nel 1999 la Denso Wave libera la licenza per il QRcode, nonostante rimane detentrice per il brevetto, e apre la strada alle future applicazioni commerciali per la lettura tramite smartphone.

In Europa e negli Stati Uniti, la diffusione è lenta e eterogenea, ed ancora oggi, nel 2019 non tutti gli smartphone sono omologati per la lettura nativa dei QRcode, ma bisogna scaricare un’applicazione per usarli.

Tutto tranne che standard

Proprio per questa mancanza di standardizzazione, l’utilizzo commerciale dei QRcode, nonostante la facilità con il quale si può creare un QRcode personalizzato ( esistono molti convertitori su internet dove si può ottenere velocemente ) è cresciuta sporadicamente e a macchia di leopardo.

In campo commerciale ci si rende conto che quello che dovrebbe essere uno strumento di semplificazione e di velocizzazione di accesso all’informazione ( un sito internet per esempio ) diventa macchinoso nel caso in cui non si abbia un cellulare di ultima generazione che riconosce automaticamente il QRcode, senza dover aprire, o scaricare un’applicazione apposita.

Nel corso degli anni ci sono state diverse campagne pubblicitarie dove svettava al centro della comunicazione questo quadrato pixellato verso cui puntare il proprio telefono, ma a giudicare dalla rarità degli esperimenti in tale senso possiamo affermare che la maggior parte della popolazione italiana ancora non lo vede come una semplificazione, ma come una complicazione.

Utilizzarlo o no?

E’ quindi consigliabile utilizzare il QRcode in una campagna pubblicitaria?

Solo a patto di utilizzarlo con parsimonia, come una delle forme di contatto e non come il messaggio stesso ( quante volte vi siete fermati a scannerizzare un QRcode senza un messaggio accanto che vi interessasse davvero? )

Alto tasto dolente? il codice QRcode, come il codice a barre d’altronde, mia opinione personale completamente soggettiva, è discretamente brutto, sgraziato e squadrato.

C’è si la possibilita’ di personalizzarlo, perfino colorandolo per renderlo meno meccanico, ma deve sempre necessariamente essere impostato con un colore scuro su uno molto chiaro, pena la illegibilità del codice stesso.

Gli anni 80 stanno tornando di moda, ma volete veramente dei grossi pixel bianchi e neri nella vostra bellissima grafica pubblicitaria?

 

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